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LIBANO – GIORDANIA – “We Are the Future: formazione professionale e inclusione socio-economica di giovani, donne e disabili”.

2017 – Empowerment economico

Dove

LIBANO: Akkar e Bekaa,  le due regioni che ospitano il maggior numero di rifugiati;  GIORDANIA: Irbid e Ajloun

Partner

Il progetto è realizzato da ARCS – Arci Culture Solidali (capofila) in partenariato con AIDOS e Ricerca e CooperazioneNoor Al Hussein Foundation (NHF),  partner di AIDOS in Giordania

La situazione

Secondo i dati di UNHCR ( “External Statistical Report on UNHCR registered Syrians”, 30 September 2016), i rifugiati siriani attualmente registrati in Libano sono 1.070.189, mentre quelli registrati in Giordania 655.833. Il Libano è attualmente il secondo Paese di accoglienza e l’enorme numero di rifugiati nei due paesi provoca una  competizione per accedere ai servizi pubblici, alle infrastrutture e al lavoro, generando  tensioni tra la comunità ospitata e quella ospitante. La presenza di rifugiati ha prodotto inoltre un aumento della forza lavoro dando luogo a una  competizione con la popolazione locale, spingendo sotto la soglia di povertà circa 170.000 libanesi e alzando il tasso di disoccupazione. I rifugiati siriani percepiscono un compenso decisamente inferiore rispetto ai libanesi:  il 70% vive al di sotto della soglia di povertà e il 50% non ha un reddito minimo per la sopravvivenza. Molto grave è la situazione delle donne: il tasso di disoccupazione femminile è di quasi il 70%; le donne occupate ricevono uno stipendio mensile non sufficiente a sostenere le famiglie ed inferiore del 40% allo stipendio dei colleghi uomini. Le rifugiate siriane sono particolarmente vulnerabili: circa 2/3 delle donne non trova lavoro e, quando impiegate, guadagnano circa il 40% in meno degli uomini. Per quanto riguarda l’inclusione economica e sociale di persone diversamente abili, il Libano continua a essere uno dei Paesi meno sviluppati in termini di riconoscimento dei diritti dei diversamente abili. Nel paese, soltanto il 45% degli handicappati riesce ad accedere a opportunità educative, oltre l’83% è disoccupato e soltanto il 3-10% riesce ad accedere a corsi di formazione professionali. La Giordania ha uno dei più bassi tassi di partecipazione al mercato del lavoro in tutto il mondo, soprattutto tra le donne (12%): nel primo trimestre del 2016 solo il 38% della popolazione risultava economicamente attiva e la crisi siriana ha esasperato il problema, aumentando la concorrenza tra gruppi vulnerabili e rendendo più difficile la coesione sociale tra rifugiati/e siriani/e e giordani/e nelle comunità ospitanti. Solo il 10% dei siriani gode di permessi di lavoro, la maggior parte lavora nel settore informale con salari bassissimi e aumento delle ore di lavoro: il 44% dei rifugiati siriani lavoratori riceve salari al di sotto di 199 JD al mese, rispetto al 15% dei giordani. La situazione è particolarmente difficile per le donne: nel governatorato giordano di Irbid, solo il 15% della popolazione femminile è economicamente attiva (contro il 65% di quella maschile) e in quello di Ajloun il tasso di disoccupazione femminile è pari al 33,1% (contro l’11,2% maschile). Le più colpite dall’insicurezza alimentare sono le famiglie con donne capofamiglia vedove.

Obiettivi

L’iniziativa intende realizzare almeno 36 corsi di formazione e tirocini professionali rivolti a 620 libanesi, giordani/e e siriani/e vulnerabili, inclusi donne e diversamente abili, in Libano,  nei settori agroalimentare, costruzioni e ambiente, fornendo competenze teoriche e pratiche che possano facilitare la circolazione di competenze nel Paese ospitante e l’inserimento lavorativo dei beneficiari nel caso di rientro in Siria.  Il progetto ha come obiettivo trasversale anche quello di favorire una pacifica convivenza tra i membri della comunità ospite e di quella ospitante grazie ai momenti di formazione condivisi. A partire dalla consapevolezza delle condizioni particolarmente difficili che le donne, incluse le rifugiate siriane, vivono in Libano e in Giordania, il progetto  garantirà l’approccio di genere trasversale promuovendo i diritti delle donne  e la loro presenza nel mondo del lavoro. Per quanto riguarda l’inclusione economico e sociale di persone diversamente abili, il progetto intende offrire opportunità di formazione e di lavoro a 90 diversamente abili dell’area di Baalbek, attraverso corsi di formazione specifici, sostegno psico‐sociale e supporto tecnico (acquisto attrezzature specifiche quali pedane, o software per non vedenti) per le aziende partner dell’iniziativa. Anche in Giordania,  almeno il 15% di diversamente abili verrà incluso nella formazione professionale grazie al lavoro della NHF.

Cosa fa AIDOS

Nell’ambito del progetto, AIDOS fornirà assistenza tecnica, in Giordania e in Libano,  sull’imprenditoria in contesti di emergenza e garantirà l’approccio di genere trasversale attraverso:  la promozione di programmi e azioni che proteggano le donne e ne difendano i diritti; la promozione di azioni finalizzate alla emancipazione delle donne, promuovendo o il loro ruolo nell’economia del paese;  il rafforzamento di partnership e reti tra associazioni di donne; attività di sensibilizzazione sull’importanza del contributo femminile al reddito familiare e allo sviluppo della comunità.

Durata del progetto

01/03/2017 –  14/07/2019

Costo del progetto

1.032.800 €

 Chi finanzia

Ministero Affari  Esteri – Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS): 998.000 €; ARCS: 6.800 €;  Lebanese Physically Handicapped Union (LPHU): 10.0000 €;  NHF: 18.000 €

Scheda progetto

 

 

 

 

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