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PALESTINA – Striscia di Gaza: Centri per la salute delle donne

1995 – Diritti e salute sessuale e riproduttiva

Dove

I Centri sono situati nei campi profughi: a Bureij, a sud della città di Gaza; a Jabalia a nord della stessa città; a Hebron

Partner

Culture and Free Thought Association (Centro di Bureij), associazione di donne; Palestine Red Crescent Society (Centro di Jabalia), Ong che opera nel settore sanitario; Palestinian Family Planning and Protection Association  – PFPPA (Centro di Hebron).

La situazione

La popolazione che vive nella striscia di Gaza affronta quotidianamente problemi sanitari e igienici derivanti da sovraffollamento, mancanza di acqua e servizi di smaltimento dei rifiuti.  Il  79 per cento della popolazione  vive sotto la soglia di povertà, con meno di 1 euro al giorno e la disoccupazione sfiora l’80 per cento. Dal 2006,  con l’intensificazione delle azioni militari, la situazione umanitaria è ulteriormente peggiorata. Mancano soprattutto centri di assistenza sanitaria, sociale e legale specificamente indirizzati ai bisogni delle donne.

Obiettivi

Il primo  “Centro per la salute delle donne” è stato creato da AIDOS  nel 1995 a Bureij per venire incontro ai bisogni di assistenza sanitaria, sociale e legale delle donne palestinesi.  Nel 1998 AIDOS ha creato un secondo Centro nel campo profughi di Jabalia. I progetti costituiscono la realizzazione concreta di un modello nato dall’esperienza del consultorio italiano, rivisitato sulla base del contesto locale e della realtà religiosa, politica e sociale all’interno della quale si opera. I Centri forniscono servizi di assistenza ginecologica primaria, pianificazione familiare, cura pre e post parto, assistenza psicologica, sociale e legale, informazione sui temi legati alla salute riproduttiva,  visite domiciliari. I progetti prevedono anche il graduale coinvolgimento degli uomini della comunità in alcune delle attività di informazione e nell’utilizzo dei servizi erogati. Dal gennaio 2009 i Centri sono attivi anche nel sostegno di emergenza alla popolazione civile.

Cosa fa AIDOS

AIDOS offre assistenza tecnica e professionale  in tutte le fasi del progetto attraverso  missioni di formazione, monitoraggio e valutazione durante la realizzazione del progetto.

Risultati

Ogni mese i Centri ricevono una media di 1.000 donne che accedono ai servizi clinici, mentre una media di 225 donne utilizza i servizi di consulenza legale, psicologica e sociale. La struttura clinica offre un servizio di ecografia che riceve una media di 290 pazienti al mese a cui accedono anche le donne provenienti dalle cliniche dell’UNRWA. Una media di 260 donne al mese partecipano alle attività di educazione fisica e ginnastica pre e post parto. Ogni mese inoltre vengono organizzati una serie di workshops su tematiche specifiche identificate dal centro, dalle donne e dalla comunità di Bureij e Jabalia a cui partecipano circa 920 persone. Infine l’attività dei Centri comprende un programma di visite domiciliari effettuate dalle operatrici che si aggira intorno ad una media di 360 visite al mese. I Centri hanno continuato a operare anche in situazioni di emergenza attivando nuovi servizi: terapie di gruppo per donne vittime di violenza domestica, per adolescenti e bambini con traumi e problemi psicologici derivanti dall’Intifada; attività informative ed educative su nuovi temi legati al deterioramento delle condizioni di vita della popolazione quali formazione per la produzione domestica di generi alimentari per la riduzione delle spese familiari e formazione per l’avvio di attività generatrici di reddito.

Durata del progetto

1995 – 2011

Chi finanzia

I Centri sono stati finanziati negli anni dal Governo italiano, dal Governo giapponese e dal Governo belga, tramite l’UNFPA, dalla Tavola Valdese, dalla Open Society Institute, dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena e da AIDOS con fondi raccolti tra privati. Per il 2008-2011  il progetto ha ricevuto un co-finanziamento dalla Commissione Europea di 1.389.159 €.

Scheda del progetto

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