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Secondo le organizzazioni impegnate sui temi della salute e dello sviluppo, i leader mondiali stanno fallendo nel contrastare il devastante impatto di cancro, diabete e attacchi cardiaci nei paesi in via di sviluppo.

Azione per la salute globale, rete di ong europee per la promozione della salute, sostiene che il 90% della popolazione sotto i 60 anni che muoiono per malattie non infettive è concentrata nei paesi del Sud del mondo. Ogni anno, in questi paesi 8 milioni di persone muore prematuramente di malattie cardiache e polmonari. Mancano 4.4 milioni di professionisti della sanità.

Il Segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon ha chiamato le malattie non infettive “un’emergenza di salute pubblica in lento movimento”.

Le nazioni in via di sviluppo hanno bisogno di più finanziamenti per combattere questa tendenza, per proteggere la loro gente e le loro economie e poter così lavorare verso gli Obiettivi di sviluppo del millennio.

Azione per la salute globale sarà a New York il 19 e 20 settembre al NCD Summit (Non-Communicable Diseases Summit) dell’ONU, riunione sulle malattie non trasmissibili, per chiedere ai leader mondiali di:

1- Assicurare che i paesi del Sud del mondo abbiano le risorse umane necessarie per fronteggiare queste malattie e aderiscano al Codice globale di condotta sul reclutamento del personale sanitario

2- Rispettare gli obblighi economici assicurando che il lo 0,1% dell’Assistenza ufficiale allo sviluppo sia dedicata al settore della salute. Allo stesso tempo, l’Unione Europea deve introdurre una tassa europea sulle transazioni finanziarie con parte dei redditi allocati allo sviluppo e al clima.

3- Stabilire impegni chiari, misurabili e temporalmente certi nel NCD Outcome Document.

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