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AIDOS ha aderito al Rapporto “ombra” elaborato dalla piattaforma italiana: “30 anni CEDAW: lavori in Corsa” in merito allo stato di attuazione da parte dell’Italia della Convenzione ONU per l’Eliminazione di Ogni Forma di Discriminazione nei Confronti della Donna (CEDAW).
La piattaforma “30 anni CEDAW: lavori in Corsa” è stata creata nel 2009 in occasione del XXX anniversario della CEDAW e raggruppa associazioni e singole donne impegnate in attività di ricerca, formazione e promozione dei diritti delle donne e dell’uguaglianza di genere in Italia e nella cooperazione internazionale.

Quando nel dicembre 2009 il Governo italiano ha presentato il suo VI Rapporto Periodico al Comitato ONU per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna, alcune realtà aderenti alla Piattaforma hanno promosso l’elaborazione di un Rapporto Ombra per evidenziare gli aspetti critici del sistema di tutela contro le discriminazioni di genere in Italia.

Il Rapporto ombra è stato pubblicato a giugno del 2011 ed è stato discusso insieme al governo italiano, il 14 luglio, alla 49a sessione del Comitato ONU per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne.

La pubblicazione del rapporto ombra è riferita al VI Rapporto presentato dal Governo italiano nel 2009 che ha la funzione di illustrare al Comitato ONU responsabile di monitorare l’applicazione della CEDAW gli sviluppi nell’implementazione della Convenzione nel periodo di tempo 2005-2008. Il Rapporto copre un arco temporale più ampio, estendendo la propria area di valutazione fino al 2011, in quanto il Governo italiano ha inviato considerazioni aggiuntive al Comitato CEDAW nel marzo di quest’anno in risposta alla lista di questioni critiche che il Comitato aveva sottoposto durante la sessione preliminare.

Il Rapporto Ombra costituisce un importante mezzo di controinformazione offerto alla società civile e contiene le problematiche principali per garantire accesso e partecipazione reale ed uguale alla politica, al lavoro, alla salute, alla protezione dalla violenza, alla cultura etc.. a tutte le italiane, migranti, seconda generazione, disabili, rom e alle persone con diverso orientamento sessuale.

Il Rapporto Ombra rappresenta il risultato di un’ampia consultazione con le principali attiviste, accademiche e professioniste appartenenti alla società civile, all’associazionismo femminile e femminista, al movimento femminista e lesbico, e ad esperte in materia di discriminazione di genere. Raccoglie inoltre i suggerimenti e l’esperienza di organizzazioni non governative rappresentative che operano per la difesa e la promozione dei diritti delle donne in Italia.

“Negli anni 2005-2009 in Italia”, si legge nell’introduzione del Rapporto ombra, “non si sono registrati sostanziali miglioramenti nella condizione delle donne”.

Il numero sempre crescente di violenze domestiche terminate in femminicidi, la sottorappresentazione della donna nei luoghi di potere della vita sociale, culturale, economica e politica, la difficoltà di accesso delle donne al lavoro e alla salute riproduttiva indicano che una maggiore adesione ai principi sanciti dalla Convenzione, l’elaborazione di azioni e norme in materia di pari opportunità e un maggiore coinvolgimento della società civile potrebbero portare nei prossimi anni sensibili avanzamenti.

 

 

 

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