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La rivista Internazionale in edicola fino al 4 marzo 2010 esce con allegata una pubblicazione dal titolo Non c’è sviluppo senza salute, curata da AIDOS – Associazione italiana donne per lo sviluppo e realizzata dall’associazione indipendente di giornalisti Lettera 22, per rilanciare l’impegno italiano nell’ambito degli Obiettivi di sviluppo del Millennio (MDG) in vista del Summit delle Nazioni Unite di settembre 2010.

La crisi economica mondiale sta rallentando drasticamente l’impegno internazionale per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo del Millennio,  ed è proprio l’Obiettivo 5, quello che prevede di ridurre di tre quarti la mortalità materna e assicurare l’accesso universale ai servizi per la salute riproduttiva, che rischia di non essere raggiunto entro il 2015.

L’allegato Non c’è sviluppo senza salute offre spazio a testimonianze di donne da varie parti del mondo: dal Venezuela dove a Caracas ogni 12 giorni una donna viene uccisa dal proprio compagno, alla Giordania, dove il Centro per la Salute delle donne sta cambiando la vita (in meglio) a tante famiglie, dallo Zambia, dove Annie, pastora protestante e sieropositiva ha trasformato la propria esperienza in un’arma contro lo stigma, al Nepal, che fino al 2002, anno in cui una legge ha depenalizzato l’aborto, era uno dei paesi asiatici con il più alto tasso di mortalità materna.

La pubblicazione è stata realizzata nell’ambito  della Campagna “Non c’è sviluppo senza salute (TDTH) – True development through health, coordinata da AIDOS in collaborazione con Action Aid Italia, CESTAS, DSW  e  FWFP,  co-finanziata dall’Unione Europea.

Pubblicazione a cura di AIDOS

2010

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