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Allarmante rapporto della Confederazione europea dei sindacati

Le differenze salariali tra donne e uomini in tutto il mondo sono verosimilmente più accentuate di quanto mostrano le statistiche ubicali. Lo dice l’ITUC (International Trade Union Confederation) nel rapporto reso pubblico per l’8 marzo e intitolato (Dis)uguaglianza di genere nel mercato del lavoro. La ricerca si basa su 300.000 donne e uomini in 20 paesi e fissa la media della disuguaglianza retributiva al 22 per cento, contro il 16,5 delle statistiche ufficiali, sui cui la stessa ITUC si era basata lo scorso anno. Le differenze sono tanto più accentuate col progredire dell’età e del livello culturale e nel privato più che nel pubblico.
“Le meglio pagate sono le donne sindacalizzate e i loro miglioramenti si riflettono anche sulla forza lavoro maschile” ha rilevato Guy Ryder, segretario generale dell’ITUC. Tra le ragioni della discriminazione, secondo l’australiana Sharan Burrow, presidente dell’ITUC, ci sono gli atteggiamenti preconcetti di chi decide gli avanzamenti e la carenza di facilitazioni per la maternità. Anche la violenza domestica, con i suoi terribili costi, non solo umani, ma anche sociali ed economici, ha una grossa parte di responsabilità e così il precariato, che troppo spesso ha sostituito, in anni recenti, le occupazioni stabili e che minaccia di avere conseguenze molto pesanti soprattutto sull’occupazione femminile.

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