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Le cifre globali sono positive, ma le differenze tra Nord e Sud rimangono enormi

Sono stati 42 milioni nel 2003 gli aborti provocati, in pratica 29 ogni 1.000 donne in età fertile (15-44 anni): erano stati 46 milioni del 1995, 35 ogni 1.000 donne, e il calo più significativo si è avuto nell’Est europeo, parallelamente all’aumento dell’uso dei contraccettivi. Lo dice un Rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e del Guttmacher Institute, pubblicato nel numero odierno della rivista scientifica The Lancet. Restano però le differenza tra paesi ricchi e paesi poveri, soprattutto dal punto di vista delle condizioni in cui l’aborto avviene e delle sue eventuali conseguenze sulla salute. Nella maggior parte dei paesi ricchi, infatti, l’aborto è legale ed ospedalizzato, mentre i paesi poveri, oltre alle croniche carenze sanitarie, scontano anche la clandestinità in cui l’aborto avviene: il 97 per cento degli aborti senza condizioni di sicurezza è avvenuto nei paesi poveri. “La linea di tendenza è incoraggiante, ma i cambiamenti sono troppo lenti e troppo disuguali nelle varie aree del mondo” ha commentato Sharon Camp, presidente del Guttmacher Institute.

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