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Storica decisione del governo eritreo, che mette al bando le mutilazione dei genitali femminili

E’ stata resa pubblica oggi una decisione governativa (in vigore dal 31 marzo) che prevede una multa di diverse centinaia di euro e un massimo di 10 anni di carcere per chiunque “richieda, prenda parte o promuova le mutilazioni dei genitali femminili, una pratica che mette seriamente a rischio la salute delle donne, causando loro dolore e sofferenza”. Secondo Luul Ghebreab, presidente dell’Unione nazionale delle donne eritree, “le mutilazioni sono profondamente radicate nella nostra cultura e dobbiamo impegnarci a fondo per eradicarle: questo bando non metterà fine automaticamente alla pratica, ma svolgerà sicuramente un ruolo”.
In Eritrea la pratica interessa il 90 per cento della popolazione femminile, sia cristiana che musulmana. Secondo un’indagine sanitaria del 2002 del governo eritreo, il 62 per cento delle donne mutilate avevano subito la pratica prima del loro primo compleanno e solo nell’uno per cento dei casi la mutilazione era stata eseguita da personale medico.

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