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Condanna penale per mutilazione dei genitali femminili: è la prima negli USA

Pentimento tardivo per aver menomato per sempre la figlioletta? O disperazione per i 10 anni di carcere che gli sono stati appena comminati? Certo, Khalid Adem (nella foto), immigrato trentenne dall’Etiopia ad Atlanta, Georgia, non se lo aspettava quando, cinque anni fa, ha tagliato di netto la clitoride con le forbici di casa alla sua bambina di due anni. E’ la prima volta negli Stati Uniti che qualcuno viene condannato per aver effettuato mutilazioni dei genitali femminili (MGF), e non si può dire che la condanna sia stata simbolica, anche se permangono perplessità, soprattutto sul comportamento della madre, sudafricana e divorziata da Adem tre anni fa, che ha affermato di non essersi accorta di nulla per oltre un anno. Il processo è stato possibile perché la Georgia ha approvato l’anno scorso una legge che sanzione esplicitamente le MGF.

Proprio in Etiopia, paese di origine di Adem, le campagne contro le MGF stanno cominciando a dare risultati:

  • nel 2000 le donne mutilate erano l’80 per cento, nel 2005 il 75;
  • il 60 per cento delle donne mutilate ha una figlia che non è stata mutilata;
  • il 70 per cento delle donne intervistate in una recente ricerca ritiene che la pratica dovrebbe essere abbandonata.
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