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Tahara


Sceneggiatura e regia: Sara Rashad
Fotografia: Mark Gutterud
Produttrice esecutiva: Ektimal Shbib
Montaggio: Sara Rashad
Musica: Tamer Karawan
2009
Tipo: DVD
Durata: 18’
Lingua: inglese con sottotitoli in italiano  

 

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Il difficile rapporto tra immigrazione e tradizione nell’esperienza di una madre egiziana negli Stati Uniti

A una giovane madre di origine egiziana immigrata negli Stati Uniti la nonna chiede con insistenza di sottoporre la bimba alla mutilazione dei genitali per rispettare la tradizione. Amina non vuole: riuscirà a trovare il coraggio di opporsi a sua madre e rompere con una pratica le cui origini si perdono nella notte dei tempi e che oltre il 90 per cento delle donne in Egitto ha subito? Il dilemma con cui si confronta Amina, la protagonista del cortometraggio, è lo stesso con cui si confrontano tante donne di origine africana che vivono in Occidente, dove le mutilazioni dei genitali femminili non sono una pratica locale, bensì “importata” al seguito della migrazione e vietata dalla legge. Donne che finché erano nel proprio paese d’origine non si erano mai poste questa questione, ritenendo le mutilazioni dei genitali femminili/escissione (MGF/E) una tappa “naturale” nel percorso che trasforma una bambina in una donna adulta. Getta uno sguardo nell’intimo di questi dilemmi il cortometraggio realizzato dalla giovane regista di origine egiziana Sara Rashad come tesi di laurea in cinematografia presso la University of South California.
Il cortometraggio, sottotitolato in italiano e accompagnato da una Guida alla discussione, è stato realizzato nel quadro del progetto Mutilazioni dei genitali femminili e diritti umani nelle comunità migranti. Percorso integrato di ricerca, informazione e formazione, finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità, coordinato da AIDOS e realizzato in collaborazione con ADUSU, Associazione diritti umani sviluppo umano di Padova e Culture Aperte, associazione di promozione sociale di Trieste.