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Moolaadé


di Ousmane Sembène

Collana: Real Cinema Feltrinelli

Contenuto: DVD + libro di 160 pagine
ideato e prodotto da AIDOS

Prezzo: Euro 17

In libreria dal 4 maggio 2006

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Africa contro Mgf: un film e un libro per capire


È una storia della contemporaneità in Africa, quella raccontata da Ousmane Sembene nel suo ultimo film, Moolaadé, uscito il 4 maggio in Dvd nella collana Real Cinema di Feltrinelli, accompagnato dal libro Moolaadé.
La forza delle donne
, a cura di Daniela Colombo e Cristiana Scoppa di AIDOS.

La trama del film
È una storia della contemporaneità in Africa, quella raccontata da Ousmane Sembene nel suo film, Moolaadé, uscito in Dvd nella collana Real Cinema di Feltrinelli e accompagnato dal libro Moolaadé. La forza delle donne, a cura di Daniela Colombo e Cristiana Scoppa di AIDOS.
Nel film una donna che ha rifiutato di sottoporre la figlia all’escissione viene scelta da un gruppo di bambine che vogliono sottrarsi al coltello. Per proteggerle Collé Ardo, così si chiama la protagonista, fa ricorso al diritto d’asilo tradizionale, il moolaadé, non molto diverso da quello internazionale che tante organizzazioni dei diritti umani invocano per proteggere le donne che vogliono risparmiare se stesse e le proprie figlie alla pratica. Così la sua casa diventa un luogo sicuro e invalicabile, mentre fuori il dibattito si fa sempre più caldo.
Da un lato le donne che vogliono preservare la tradizione, che proprio non capiscono come si possa pensare di crescere, sposarsi, procreare, senza prima essere diventate donne “come si deve”, attraverso l’escissione, la rimozione del clitoride e a volte delle piccole labbra, sede di una sessualità incontrollata e pericolosa: che dopo la mutilazione viene riconsegnata al desiderio maschile per garantire all’uomo la certezza della paternità.
Ci sono poi gli uomini: il consiglio degli anziani, ma anche il giovane migrante tornato a prendere moglie, rassicurati dallo status quo di un potere patriarcale che la modernità sembra sfidare da più parti.
Dall’altro lato Collé, ma non da sola. Intorno a lei altre donne, le co-épouses – le seconde e terze mogli nel matrimonio poligamo – alcune amiche, la figlia, altre ragazze, tutte accomunate da una passione: la radio a transistor, che porta nel villaggio musica, informazioni, idee e nuove mode.
Nel film il contrasto tra pro e contro Mgf arriva a un climax di sorprendente violenza, con il giovane migrante che si rifiuta di prendere in moglie la figlia di Collé, sua promessa sposa, quando scopre che non è circoncisa e la famiglia che candida forzatamente un’altra adolescente; con Collé frustata in piazza dal marito, sobillato dagli altri uomini a mostrare “chi è che porta i pantaloni”; e infine con la cacciata del commerciante ambulante, sul cui banchetto si materializzano tutti i desideri della modernità. Ma sarà un ultimo fatto drammatico a risolvere verso il lieto fine il film che, come scrive Daniela Colombo nell’introduzione al libro, “quando sarà proiettato nei villaggi in Africa e diffuso nelle comunità di migranti, dove sicuramente provocherà animate discussioni, potrà essere usato come cassa di risonanza e avere una funzione dirompente per l’abbandono della pratica”.

Il libro
Nel libro che accompagna il Dvd si esplora ciò che sta dietro lo [apparentemente] spontaneo movimento di ribellione alle mutilazioni dei genitali femminili che sconvolge il villaggio.
Il moto di ribellione descritto nel film non arriva per caso, ma al termine di un cammino iniziato negli anni settanta da alcune pioniere, africane coraggiose e occidentali appassionate, e allargatosi via via a organizzazioni non governative, organizzazioni internazionali - OMS, UNFPA, UNICEF - e poi ai governi di quasi tutti i 28 paesi africani, veicolato in maniera sempre più efficace dai mezzi di comunicazione, la radio in primo luogo.
Un cammino che ha seguito diversi approcci, come illustra uno dei saggi di Cristiana Scoppa: dall’informare sui rischi per la salute, che Collé sperimenta sulla propria pelle per cui decide di non far mutilare la figlia, al definire campagne di formazione e comunicazione che puntano invece su un cambiamento dei comportamenti: ecco perché nel film il consiglio degli anziani vede come il fumo negli occhi la radio, al punto da ordinare la requisizione e il rogo di tutti gli apparecchi del villaggio.
Un cammino nel quale le donne svolgono un ruolo prioritario, come spiega Nahid Toubia nel suo saggio. Perché le donne continuano a sottoporre le proprie figlie alla pratica, nonostante nessuna madre sia contenta di vedere la figlia soffrire, sofferenza di cui il film da conto? Perché, scrive Toubia, “le donne in Africa usano le Mgf come strumento per ottenere potere: rinunciano ai propri organi sessuali in cambio di accettazione sociale, sopravvivenza materiale e altre libertà come mobilità, opportunità di scelta, istruzione”. Ecco perché l’empowerment delle donne è la vera chiave per arrivare alla fine delle Mgf, come intuiscono anche gli uomini nel film, che più volte criticano l’eccessiva libertà di parola e gesti di Collé.
Cuore del meccanismo di perpetuazione delle Mgf è il matrimonio, e anche questo il film lo racconta. Nel libro due saggi di Carla Pasquinelli, realizzati per AIDOS nell’ambito di una ricerca e campagna di informazione sulle Mgf, chiariscono meglio il ruolo che il prezzo della sposa (l’opposto della dote) ha nel mantenere l’istituto delle Mgf, e come sia importante anche quando si emigra, come raccontano le donne somale e nigeriane intervistate dalla studiosa.
I racconti delle donne migranti, cui il libro dà ampio spazio, confermano l’ampiezza dei cambiamenti in corso nel continente africano e non solo. Per tutte e tutti la domanda è: come abbandonare tradizioni nefaste, tipo le Mgf, senza perdere valori positivi della cultura di appartenenza, senza rinunciare alla propria identità, ma piuttosto costruendone una nuova?
Una risposta possibile, quella che i governi hanno fatto propria, è proibire la pratica per legge: in Burkina Faso, dove è ambientato il film, è successo nel 1996, in Senegal nel 1999, e sono una ventina ormai i paesi africani con misure legali che vietano le Mgf. Una strada che anche l’Italia ha seguito: la legge è entrata in vigore all’inizio del 2006. Nel suo saggio Laura Katzive, giurista presso il Centro per i diritti riproduttivi di New York, illustra risorse e limiti di un simile approccio, e guida a osservare l’impatto che le diverse misure possono avere, considerate le resistenze al cambiamento di ampi strati della popolazione.
Risposte diverse sono state quelle date da alcune organizzazioni locali, di cui il libro illustra gli interventi: Tostan in Senegal, con le sue “dichiarazioni pubbliche” di abbandono della pratica; Bafrow in Gambia, con i suoi “riti alternativi di passaggio all’età adulta”, in cui si pianta un albero al posto di tagliare il clitoride; Hundee in Etiopia, che usa il diritto consuetudinario degli Oromo per sancire l’abbandono delle Mgf; o Tamwa, l’Associazione delle giornaliste tanzane, che parte da ciò che si dice nella comunità sulle Mgf per costruire efficaci campagne di informazione con la radio come protagonista

 

E' possibile richiedere il DVD con allegata pubblicazione:
Tel.066873214
email: [email protected]

E’ richiesto un contributo minimo di 17 euro a sostegno dei progetti di AIDOS che può essere versato con le modalità

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