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Lista completa
- Una libellula per cambiare
Italia - Centro per la salute delle donne
Giordania - Women's Information centre (WIC)
Tanzania - Prevenzione Aids
Tanzania - Prevenzione Aids giovani
Italia - Formazione anti-Mgf
Burkina Faso - Formazione anti-Mgf
Sudan - Kenya - Tanzania - Mutilazioni dei genitali femminili e diritti umani nelle comunità migranti
Italia - Sportelli legali
Tanzania - Promozione della sensibilità di genere
Tanzania - Fondo per l'istruzione
Afghanistan - Fondo per l'istruzione
India - Incubatore d'impresa
Giordania - Incubatore d'impresa
Siria - Biblioteca e Internet point
India - Incubatore d'impresa
Nepal - Centro per la salute delle donne
Siria - Centri per la salute delle donne a Gaza
Palestina - Centro per la salute delle donne
Venezuela - Casa rifugio per le ragazze di strada
Burkina Faso - Centro per la salute delle donne
Nepal - Violenza di genere
Venezuela - Promozione dell'imprenditoria femminile:
Tanzania - Abbandonare le MGF in modulazione di frequenza!
Tanzania-Kenya-Etiopia- Mali- Burkina Faso-Djibouti - Salute e prevenzione Mgf
Burkina Faso
Prevenire e ridurre la violenza di genere
Venezuela
2007 - Diritti e salute sessuale e riproduttiva
Partner Locali
Asociación Larense de Planificación Familiar (ALAPLAF) di Barquisimeto (Stato Lara);
Asociación Venezolana para una Educación Sexual Alternativa (AVESA) che, fin dalla sua creazione, ha focalizzato il suo lavoro sull’educazione sessuale, adattando strategie e metodologie alla realtà del paese.
La situazione
In Venezuela la violenza è una modalità relazionale e un modo di risolvere i conflitti prodotto dalla povertà, dalla polarizzazione politica e dalla mancanza di fonti di lavoro stabili, specialmente per i giovani. Secondo gli studi realizzati dal Cientro de Estudios del Desarrollo de la Universidad Central de Venezuela (CENDES), la violenza contro le donne cresce a ritmi sostenuti e, secondo il Rapporto presentato al Comitato per l’applicazione della Convenzione per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne (CEDAW), il tasso di mortalità femminile per omicidio è cresciuto di 2,6 volte negli ultimi quattro anni. Questa situazione è determinata dall’aumento della povertà, che tra il 1990 e il 2004 è aumentata del 122% (dati CEPAL). Secondo i dati dell’Instituto Nacional de la Mujer (INAMUJER), nel 2005 la violenza all’interno della famiglia è arrivata al 92,30% dei casi, mentre quella extra-familiare arriva al 7,7%, e questo nonostante che il paese possa contare su strumenti legali e giuridici mirati alla difesa dei diritti delle donne. Secondo il “Rapporto ombra” elaborato dalle Ong, in provincia non esistono servizi di assistenza alle vittime: Consigli nazionali, statali e municipali per la protezione di questi diritti non dispongono infatti di risorse sufficienti per seguire l’enorme volume di casi di abuso e maltrattamenti subiti da minori.
Come funziona il progetto
Il progetto nasce dall’esperienza del CSSR (Centro para la Salud Sexual y Reproductiva), creato nel 1999 grazie a un cofinanziamento della Commissione Europea e con l’assistenza tecnica di AIDOS e ha l’obiettivo di facilitare la prevenzione e l’individuazione dei casi di violenza e promuovere l’accesso delle vittime di violenza di genere a servizi integrali di buona qualità per ridurre nel medio-lungo periodo la violenza contro le donne, creando un ambiente più favorevole per la denuncia e la prevenzione dei casi di violenza.
Il progetto prevede:
- Attività di formazione e rafforzamento istituzionale: saranno realizzate dalle esperte nazionali e internazionali e rivolte al team locale del CSSR, che realizzerà anche uno studio di sostenibilità con l’aiuto di un’esperta economista. Ogni esperta si farà carico anche delle relative missioni di monitoraggio.
- Servizi, nel CSSR e nelle comunità, alle vittime (donne, bambine e bambini) di violenza: si prevede che il team del CSSR potrà offrire assistenza psicologia a circa 600 persone, legale a 300, medica a 250 e sociale a 400. Nelle comunità, le promotrici organizzeranno seminari e incontri di sensibilizzazione sulle questioni di genere e sulla violenza intrafamiliare e sessuale, sull’autostima e sullo sviluppo della personalità. All’interno del CSSR sarà creata una linea telefonica con numero verde per assistere quotidianamente le vittime di violenza; saranno formate su genere e violenza 30 promotrici/tori comunitari/e e da 800 a 900 moltiplicatori/trici che si attiveranno nelle proprie comunità.
- Lavoro educativo di sensibilizzazione e promozione della non violenza verso le donne e i bambini. Sarà prodotto materiale di sostegno alle attività educative nelle comunità e materiale di divulgazione di massa; saranno realizzati due seminari per giornalisti, organizzati 10 “video forum” nelle comunità e 3 concorsi in centri educativi. Sarà curata la partecipazione a programmi radiofonici con cadenza settimanale.
- Formazione di operatori/trici sanitari/e. A Caracas sarà realizzato un corso, destinato ad operatori/trici sanitari/e di centri pubblici e privati dello Stato Lara e del Distretto della capitale, sul manuale UNFPA, Approccio pratico alla violenza di genere: guida programmatica per operatori dei servizi sanitari. L’obiettivo sarà il coinvolgimento del sistema sanitario sul problema della violenza. Sarà creata una rete di riferimento tra i centri e con altre strutture sanitarie, legali, sociali, magistratura della famiglia, istituzioni governative, case rifugio e Ong attive nella lotta alla violenza di genere. I centri realizzeranno materiale di informazione (dépliant) e una guida di riferimento a livello cittadino e statale. A Caracas si realizzerà una giornata finale per presentare l’esperienza formativa. Ogni centro potrà replicare l’esperienza nella propria area di attività, moltiplicando così l’impatto di questa attività.
- Attività di visibilità, secondo le regole previste dalla Commissione Europea e con una conferenza stampa.
- Attività di monitoraggio e valutazione, garantita a livello interno con rapporti periodici. Le esperte nazionali e internazionali redigeranno i propri rapporti di missione.
Risultati attesi
In 36 mesi si prevede di realizzare:
- Formazione di 30 promotori/trici comunitari/e nell’area del progetto e di 8-900 moltiplicatori/trici formati/e dalle promotrici/ori
- 400 vittime di violenza orientate verso i servizi del CSSR e da questo assistite
- dalle 3 alle 10 persone al giorno orientate attraverso il numero verde
- 20 giornalisti/e coinvolti/e sul tema della violenza
- Circa 25.000 persone raggiunte dall’informazione
- Dodici operatori/trici sanitari/e formati sul manuale del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA)
- Ascoltatori dei programmi radiofonici raggiunti dalla divulgazione.
Quanto costa
Il costo totale del progetto è di 819.459 euro.
Chi finanzia
Commissione Europea: 614,594 € (75%)
CISL: 15.000 €
Il progetto si è concluso a dicembre 2010
