Manuale di formazione per promuovre l'abbandono delle mutilazioni dei genitali femminili


Burkina Faso
2006 - Capacity building

Dove:

a Ouagadougou, coinvolgendo organizzazioni non governative e istituzioni pubbliche attive su tutto il territorio nazionale e utilizzando le strutture del Centro per la salute delle donne e la prevenzione delle mutilazioni dei genitali femminili.

La situazione

Il Burkina Faso è un piccolo paese del Sahel, uno dei più poveri della regione, sottoposto a una crescente desertificazione, dove oltre il 70 per cento delle donne è stato sottoposto a una qualche forma di mutilazione dei genitali femminili (Mgf), nonostante il governo creato il Comitato nazionale per la prevenzione dell’escissione (CNLPE) e adottato nel 1996 una legge che la vieta e punisce.
Le due misure si sono rivelate efficaci solo in parte: alle campagne del CNLPE incentrate sui rischi sanitari (emorragie, infezioni) la comunità ha risposto con una crescente medicalizzazione delle Mgf, all’imposizione della legge ha reagito effettuandole spesso di nascosto, aggravando così i rischi per la vita delle bambine in caso di complicazioni.
La fermezza del governo verso l’abbandono della pratica è però una risorsa importantissima anche per facilitare il lavoro delle organizzazioni non governative e comunitarie: i risultati cominciano a vedersi, con dichiarazioni pubbliche di interi villaggi che scelgono di abbandonare la pratica. Se gli sforzi continueranno in maniera coordinata, il Burkina Faso potrebbe presto salutare la prima generazione di bambine non mutilate.

Come è nato il progetto

Nel corso del 2004, grazie a un finanziamento della Banca mondiale, AIDOS ha realizzato uno strumento di formazione avanzata, basato su una metodologia molto partecipativa, intitolato Mainstreaming the Fight Against FGM/C. A Training Manual. L'obiettivo è l’espansione delle attività di prevenzione delle Mgf attraverso l’inserimento coerente di tali attività in altri progetti e programmi di sviluppo, come quelli relativi alla salute riproduttiva, alla prevenzione dell’Hiv/Aids, alla riduzione della povertà, alla scolarizzazione femminile.
Il manuale punta a rendere i funzionari - che si occupano della programmazione di attività di sviluppo di tutti i tipi, sia nelle istituzioni governative che nelle organizzazioni non governative - consapevoli dell’impatto delle Mgf all’interno di un sistema di relazioni di genere in cui vige ancora una suddivisione dei ruoli tra uomini e donne piuttosto rigida e a svantaggio di queste ultime.
Il manuale coniuga in modo originale due strumenti di programmazione:

  • la pianificazione di genere (gender planning) messa a punto sul finire degli anni 80 dalla Gender Planning Unit dello University College di Londra e ampiamente utilizzata da AIDOS nei propri progetti,
  • il modello WECC, Women’s empowerment community consensus, elaborato dall’inglese RAINBO, un centro ricerche specializzato sulle Mgf, fondato da donne africane con sede a Londra. Il WECC si basa sulla considerazione che non può esserci abbandono della pratica da parte delle donne se queste prime non vedono sostituiti i benefici che derivano loro attraverso un matrimonio dignitoso - garantito dalle Mgf - con altri benefici, di cui però le donne non potranno godere senza il consenso dell’intera comunità.

Questo progetto mira all’adattamento di tale strumento all’Africa occidentale.

Come funziona il progetto

Il progetto prevede la revisione dello strumento di formazione, il suo adattamento alla realtà socio-culturale dell’Africa occidentale, con particolare attenzione al Burkina Faso, quindi la realizzazione di un corso di formazione/validazione del manuale di formazione rivolto a rappresentanti di organizzazioni non governative e istituzioni governative, che si svolgerà presso il Centro per la salute delle donne e la prevenzione delle mutilazioni dei genitali femminili nel mese di dicembre 2006.

Risultati

  • realizzata la prima revisione del manuale di formazione a cura di una esperta senegalese, docente presso la Facoltà di medicina e ostetricia dell’Università di Dakar;
  • avviata la ricerca dei case studies locali per la realizzazione delle esercitazioni;
  • avviata la traduzione di nuovi contributi adattati al contesto dell’Africa Occidentale;
  • aggiornati dati e statistiche.

Quanto costa

50.000 dollari

Chi finanzia

Banca mondiale.