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Tanzania - Creazione di una casa rifiugio
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Italia - Formazione anti-Mgf
Burkina Faso - Formazione anti-Mgf
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Tanzania - Mutilazioni dei genitali femminili e diritti umani nelle comunità migranti
Italia - Promozione della sensibilità di genere
Tanzania - Fondo per l'istruzione
Afghanistan - Fondo per l'istruzione
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India - Incubatore d'impresa
Giordania - Incubatore d'impresa
Siria - Incubatore d'impresa
Nepal - Centro per la salute delle donne
Siria - Centro per la salute delle donne
Venezuela - Centro per la salute delle donne
Nepal - Centri per la salute delle donne a Gaza
Palestina - Casa rifugio per le ragazze di strada
Burkina Faso - Violenza di genere
Venezuela - Salute e prevenzione Mgf
Burkina Faso
Fondo per il diritto allo studio di bambine
e ragazze dei Bustee (Slum) di Kolkata
India
1995 - Istruzione delle giovani donne
Partner locale
Tiljala SHED (Tiljala Society for Human & Education Development), associazione di base nata nei bustee (slum) della città per favorire l’educazione e l’istruzione della popolazione di Kolkata. Oltre a questo progetto, il Tiljala Shed realizza anche progetti specifici per i bambini e le bambine tra cui anche quello per i/le raccolgitori/trici dei rifiuti; progetti di tipo ambientale e un progetto per la salute di donne e bambini.
Dove
nei bustee e squatter nati nella zona orientale di Kolkata (Calcutta).
La situazione
Nel 2004, la popolazione indiana era di 1.081 milioni di persone con un tasso di crescita annuo pari a 1,5% e un tasso medio di 3,01 figli per donna.
Ogni anno muoiono 64 bambini su 1.000 nati vivi. La speranza di vita è di 63,2 anni per gli uomini e 64,6 per le donne. Sono 540 le donne che muoiono per cause legate alla gravidanza e al parto su 100.000 nascite annue.
Kolkata è la capitale del West Bengala (stato a nord/est del paese), il secondo agglomerato urbano più grande dell’India. Il nome Kolkata, ispirato alla dea Kalì a cui è dedicata la città, è stato adottato nel 2001 in sostituzione di Calcutta. Centro dell’Impero inglese indiano di cui è stata capitale fino al 1911, la città e i suoi dintorni ha una popolazione di circa 14.000.000 persone, di cui circa la metà vive in bustee, squatters e sui marciapiedi. Secondo il censimento del 2001, il 77,68% della popolazione è hindu, il 20,27% musulmano e lo 0.88% cristiano.
Storia del progetto e sue caratteristiche
Dopo un primo periodo di collaborazione per il sostegno alle scuole informali a cui accedevano le bambine figlie di raccoglitrici di rifiuti, nel 1995 AIDOS e l’associazione locale Tiljala Shed (Tiljala Society for Human & Education Development) avviano il progetto per favorire l’istruzione delle bambine, doppiamente discriminate per la povertà e per il genere. Si tratta di bambine che vivono nei bastee (nome locale per definire lo slum, un agglomerato legale di piccolissime case in muratura, dotate di infrastrutture comuni ad uso igienico, latrine e fontane, le case non sono mai di proprietà dei residenti), negli squatters (agglomerati illegali composti da baracche e tende spesso situati nei pressi della ferrovia da cui si riforniscono di corrente elettrica e privi delle infrastrutture igieniche minime) e sui marciapiedi della città. A queste difficili condizioni di partenza si sommano la mancata registrazione anagrafica delle bambine e l’assenza di risorse finanziarie delle famiglie.
Il progetto riscontra subito un buon interesse da parte di sostenitori e sostenitrici italiane/i. Dal 1995 al 2006, 136 bambine e ragazze si sono avvicendate nel progetto usufruendo di sostegno per vari anni. Attualmente le ragazze e bambine beneficiarie sono 84, in maggioranza di età compresa tra i 15 e i 18 anni: molte di esse hanno iniziato a frequentare la scuola grazie al progetto.
Come funziona il progetto.
- Attività educative e ricreative. Ad inizio di ogni anno scolastico, il Tiljala Shed provvede a pagare le tasse scolastiche delle ragazze e provvede ai loro libri, quaderni e divise per la scuola. Nei casi in cui le bambine/ragazze non possano continuare a vivere con le loro famiglie - come avviene ad esempio per coloro che vivono sui marciapiedi - il progetto provvede alla loro ospitalità presso collegi o istituti specifici pagando le spese di vitto e alloggio. Per sostenere la loro istruzione, il progetto garantisce anche l’organizzazione di lezioni private quotidiane. Le operatrici del progetto organizzano inoltre visite culturali, escursioni e attività sportive per le ragazze. Dal 2005 gli operatori più giovani di Tiljala Shed organizzano uno spettacolo per raccogliere fondi, il Tarag, in cui coinvolgono alcune ragazze del progetto che partecipano con grande entusiasmo
- Attività di sostegno alle famiglie. Viene corrisposta alle famiglie una quota corrispondente al cosiddetto “mancato guadagno”, ossia il guadagno prodotto nel caso che le bambine lavorassero. Questa quota viene gestita dalla famiglia che viene così motivata a mandare la propria figlia a scuola. Inoltre, le operatrici del progetto offrono alle famiglie un servizio di consulenza che riguarda anche la cura personale delle ragazze
- Attività di informazione e consulenza svolte dalle operatrici del progetto che, oltre a essere disponibili alle richieste avanzate dalle ragazze, le incontrano settimanalmente a livello individuale seguendole negli studi e nel loro percorso di crescita personale. Una particolare attenzione viene prestata alle problematiche legate ai matrimoni precoci al fine di prevenire questo diffuso fenomeno. Vengono anche organizzati incontri comuni per favorire lo scambio e la relazione tra le beneficiarie del progetto
- Attività culturali e di socializzazione: dal 2008 la comunità è stata dotata, grazie al contributo delle librerie laFeltrinelli e delle lettrici e dei lettori italiani, di una biblioteca e di un Internet Point.
Risultati
Il risultato più significativo del progetto è la nomina di coordinatrice in loco di una delle ragazze del progetto che sta proseguendo i suoi studi grazie al sostegno di privati italiani. Attualmente:
- Il 14 per cento delle bambine frequenta la classe 5°
- Il 70 per cento frequenta le classi da 6 a 10
- il 10 per cento frequenta le classi 11 e 12
- il 6 per cento frequenta classi superiori.
Gli abbandoni – pochi - sono stati determinati da cause esterne al progetto: matrimonio, epurazioni dagli squatters da parte della polizia, trasferimento della famiglia in altre località, morte di uno dei genitori, malattie.
Chi finanzia
Il sostegno al progetto avviene da parte di famiglie, gruppi di persone/colleghi di lavoro, studenti/tesse che contribuiscono con una quota annuale.
La quota può venire versata anche trimestralmente e/o semestralmente.
L’impegno minimo richiesto è di due anni.
Nel 2008 e 2009, le librerie laFeltrinelli hanno destinato una quota del ricavato delle vendite nella giornata dell'8 marzo per la creazione delle biblioteca e dell'Internet point.
Costo del progetto
Il costo annuo del progetto è di 310 € per ciascuna ragazza.
Fondi da raccogliere
AIDOS ha necessità di contare su un maggior numero di sostenitori/trici per favorire l’educazione di un numero sempre maggiore di bambine e ragazze.
Per questo ha bisogno del vostro contributo che potete offrire donando on line oppure scegliendo un'altra modalità.







