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Burkina Faso - Formazione anti-Mgf
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Italia - Consultorio
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Palestina - Striscia di Gaza - BSC Nepal
Nepal - Mutilazioni dei genitali femminili e diritti umani nelle comunità migranti
Italia - True Development Through Health
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Burkina Faso - Adotta una madre
Italia - Biblioteca
India - Obiettivi del Millennio e cooperazione decentrata sanitaria: un approfondimento sulla lotta all’Hiv/Aids
Italia - Countdown 2015 Campagna di sensibilizzazione su materiali e prodotti di consumo per la salute sessuale e riproduttiva
Italia
Centro per la salute delle donne e la prevenzione delle mutilazioni dei genitali femminili
Burkina Faso
2005 - Diritti e salute sessuale e riproduttiva
Partner locali:
Voix des Femmes, associazione di donne;
Mwangaza Action, organizzazione non governativa, cui sono affidati gli interventi di informazione nella comunità;
Comitato nazionale per la lotta contro le mutilazioni dei genitali femminili (CNLPE), dipendente dal Ministero degli Affari sociali, cui è affidata la formazione delle altre organizzazioni locali.
Dove:
a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso
La situazione
Il Burkina Faso è un paese del Sahel arido e povero di circa 10 milioni di abitanti, con un reddito pro capite di 1.220 dollari all'anno, un indice di mortalità materna di 1.000 su 100.000 nati vivi, un indice di mortalità infantile di 116 per 1.000 nati vivi e un tasso di fecondità di 6,8 figli per donna. La crescita demografica nella capitale è costante: si arriva dalle campagne in cerca di una vita migliore, con il miraggio di una modernità fatta di beni e servizi come scuole e sanità, che però non ci sono quasi mai. Nei nuovi distretti urbani mancano l’acqua e le fogne, non c’è un ambulatorio medico, le strade sono di terra battuta e le persone si ritrovano ancora più strettamente legate alle proprie pratiche tradizionali: oltre il 70 per cento delle donne burkinabé ha subito una qualche forma di mutilazione dei genitali. È in uno di questi distretti che è nato il Centro per la salute delle donne e la prevenzione delle mutilazioni dei genitali femminili (Mgf).
Come è nato il progetto
Per essere efficace, una legge che vieti le Mgf deve essere inserita in un programma globale di promozione dei diritti delle donne e accompagnata da campagne di informazione che promuovano un cambiamento dei comportamenti e da servizi per la salute sessuale e riproduttiva che rispondano ai bisogni specifici di donne e ragazze. Lo afferma la “Dichiarazione del Cairo per l’eliminazione delle mutilazioni dei genitali femminili”, frutto della Riunione afro-araba di esperti su “Norme legali per la prevenzione delle MGF” organizzata nel giugno 2003 al Cairo, nell’ambito della campagna StopFGM! coordinata da AIDOS. È stato un lungo articolo su questa Riunione pubblicato su l’Unità a ispirare la direzione generale dei Democratici di sinistra, che ha scelto questo progetto di AIDOS per la campagna di tesseramento del 2004 e 2005. Sono stati così raccolti i fondi - un euro per ogni tessera - che hanno permesso l’avvio del progetto.
Come funziona il progetto
Il Centro per il benessere della donna, costruito (clicca sulle foto per ingrandire) sulla base di un progetto elaborato gratuitamente dall'architetto italiano Riccardo Vannucci, funziona come un centro multi-servizi, e cioè:
- consultorio per la salute sessuale e riproduttiva, sul modello di quelli italiani, dove opereranno una ginecologa, un’ostetrica, una psicologa, un’infermiera, oltre al personale amministrativo e logistico, e che fornisce assistenza ginecologica primaria, servizi pre e post parto, informazioni per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, servizi di contraccezione, assistenza psicologica;
- centro di formazione per la realizzazione di corsi rivolti agli attori sociali che possono contribuire attivamente a promuovere l’abbandono delle mutilazioni dei genitali femminili;
- attività di sensibilizzazione rivolte alla comunità, agli uomini e alle/gli adolescenti;
- servizio di assistenza giuridica, con la presenza di una giurista, per rendere le donne più consapevoli dei propri diritti e degli strumenti a disposizione per affermarli;
- campagna di informazione attraverso i media;
- programma di ricerca pionieristico sulle conseguenze psicologiche delle mutilazioni dei genitali femminili e sulle cause di persistenza della pratica.
Risultati
- costruzione del centro, grazie all’architetto Riccardo Vannucci, che ne ha realizzato gratuitamente il progetto, coniugando tecniche di costruzione locali e soluzioni innovative nel senso del risparmio energetico e della sostenibilità ambientale: un modello per l’Africa;
- le attrezzature sono state acquistate;
- sono state avviate tutte le attività di consultorio;
- sono state avviate le attività di Mwangaza Action - sensibilizzazione nella comunità e ricerca - e di CNLPE, formazione;
- è stata reclutata una giovane giornalista, per promuovere una maggiore copertura della tematica delle Mgf da parte dei media locali.
Quanto costa
700.000 euro per tre anni
Chi finanzia
Democratici di Sinistra con i fondi raccolti durante la campagna di tesseramento 2004/2005 (600.000 euro).
Obiettivo economico
100.000 euro per: il pozzo, la cisterna per l’acqua, i pannelli solari e la creazione di un orto sul terreno del Centro: tutte/i possono contribuire, anche donando on line, nel quadro della campagna “Adotta una madre”!





