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Investire sulle donne per uscire dalla crisi
22 Giugno 2009

A Roma oggi e domani una Conferenza interparlamentare per chiedere ai capi di stato del G8 di sostenere la salute delle donne

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Che ne è degli impegni assunti per la salute globale dalle varie riunioni del G8? È per rispondere a questa domanda che il gruppo di lavoro parlamentare Salute globale e diritti delle donne, composto da parlamentari italiani di tutte le provenienze politiche, ospita a Roma il 22 e 23 giugno la Conferenza internazionale dei parlamentari per il G8  dal titolo Investimenti strategici al tempo della crisi – Il vantaggio di dare priorità alla salute delle donne. La Conferenza è organizzata dalla GCAP – Coalizione italiana contro la povertà, in collaborazione con ActionAid Italia, AIDOS, DSW – Deutsche Stiftung Weltbevolklerung e EPF (il Forum parlamentare europeo sulla popolazione e lo sviluppo). Vi partecipano (nella foto, clicca per ingrandire) parlamentari provenienti da paesi europei, africani e asiatici, nell’ambito degli eventi preparatori al vertice G8 dell’Aquila.
La conferenza parte dalla domanda: chi paga il prezzo della crisi globale? Le donne innanzitutto: ne viene compromessa la salute, l’occupazione, la dignità. Per questo i parlamentari chiederanno al G8 di tutelare e investire sulla salute della donna, perno dell’economia e della società dei paesi in via di sviluppo.
Ogni minuto, nel Sud del mondo, una donna muore di parto e oltre la metà delle nuove infezioni da Hiv colpisce donne tra i 15 e i 24 anni, mentre tra i 120 e i 140 milioni di bambine e di donne nel mondo sono state sottoposte a mutilazioni genitali. Ogni 8 minuti una donna muore per complicanze correlate ad aborti compiuti in condizioni di non sicurezza. E’ una catastrofe umanitaria incombente che la crisi economica globale acuisce e nel contempo nasconde agli occhi dell’opinione pubblica mondiale. Tutti i progressi finora realizzati per migliorare la vita di milioni di donne nella parte più sfavorita del pianeta rischiano di essere vanificati da un generale passo indietro che i tagli ai finanziamenti per le politiche di cooperazione allo sviluppo praticati da molti dei paesi donatori non possono che aggravare.
Mai come oggi, la sfera dei diritti sessuali e riproduttivi delle donne è la cartina di tornasole del nesso inscindibile che lega sviluppo e diritti, soprattutto nel Sud del mondo. Secondo le stime più recenti, infatti, le patologie sessuali e riproduttive oltre a rappresentare un vulnus umano intollerabile, costituiscono un danno economico ingente alle economie in via di sviluppo. Mai come oggi rilanciare la priorità degli investimenti sulla salute femminile, nell’ambito delle politiche di aiuto, vuol dire dare ai paesi poveri una chance ulteriore per affrontare la crisi in una prospettiva di sviluppo.
Obiettivi dell’evento sono:

  • valutare i risultati finora raggiunti nelle politiche di sostegno alla salute riproduttiva;
  • individuare strategie per rafforzare il ruolo dei parlamentari nella definizione delle politiche di sviluppo nel settore della salute, con particolare attenzione alla salute delle donne;
  • elaborare un piano di azione globale basato sul confronto tra parlamentari del Nord e del Sud del mondo;
  • adottare una dichiarazione finale che, al termine dei due giorni di lavoro, verrà consegnata ai capi di stato dei paesi del G8 per chiedere ai grandi della terra di impegnarsi fattivamente a sostenere e a migliorare la salute delle donne.

Il comunicato finale dell'evento, con l'appello ai capi di stato e di governo del G8, viene pubblicato il 3 luglio dall'International Herald Tribune e si può scaricare, insieme a tutti gli altri documenti della Conferenza, dalla sezione inglese del nostro sito.