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Mooladé a Pordenone
23 Agosto 2008

Proiezione del film e dibattito, con tanta Africa, un po’ d’Italia e un pizzico di Asia

I responsabili dell’Associazione immigrati hanno lavorato molto per chiamare i loro amici e diffondere l’iniziativa della proiezione del film Mooladé. Sono state affisse le locandine a Pordenone e sono usciti due articoli sul tema delle mutilazioni dei genitali femminili (Mgf) sui principali giornali locali. La sala si riempie fino al massimo delle sue possibilità, più di 50 persone, alcuni si siedono in disparte, nel corridoio e guardano da una porta aperta. Ci sono tanti africani, qualche italiano, alcuni bengalesi. Molti genitori hanno portato i loro figli, bambini e adolescenti, che si siedono in prima fila per guardare meglio il film. Durante la proiezione è emozionante sentire i commenti, i momenti di disapprovazione e le risate che accompagnano puntualmente i momenti più salienti. Quando si accendono le luci tutti applaudono.
Dopo i primi commenti da parte di Gabriel dell'Associazione immigrati, di
Ornella Urpis di Culture aperte e di Eugénie, una giovane e bellissima maliana che nessuno conosceva, entrano nel vivo del dibattito molte persone del pubblico, con molto interesse e una buona dose di emozione. Eugénie è una rivelazione: si oppone ferocemente alla pratica ed è molto brava a parlare alle donne in relazione ai loro sentimenti e ai loro segreti. Particolarmente significativa l’importante presenza dei responsabili dell’associazione del Bangladesh, poiché la disuguaglianza di genere nella comunità bengalese è sicuramente un problema più grave che in quella africana. Molti vogliono parlare ed affermare la loro contrarietà, gli uomini sono molto attivi e vogliono dimostrare il dissenso, le donne più timide non prendono il microfono, ma la presenza al tavolo di due “grandi” donne africane è un bel segnale.
Alla fine, tutti si spostano nella sala vicina per il rinfresco e il dibattito va avanti fino notte tarda.

La proiezione era stata organizzata nel quadro del progetto Percorso integrato di ricerca, formazione e sensibilizzazione per la prevenzione e il contrasto di una pratica tradizionale da abbandonare
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