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Dal Campo |
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- Velo a scuola? No grazie
22 marzo 2007 - Disegnare i sogni
Kolkata, 26 maggio - Tessendo reti
Dar es Salaam, 20 giugno 2007 - Diario minimo
Gaza, 27 settembre 2007 - Basta spose bambine
Makala ottobre 2007 - Microimpresa, un modello
Washington, 19 marzo 2008 - Violenza sulle donne, è vera emergenza
Barquisimeto, 13 giugno - Al telefono con Gaza
Roma, 13 gennaio 2009 - A Gaza rifioriranno le rose
Bureij, 4 febbraio 2009 - Simboli della vita scolpiti nell'anima
Burkina Faso - Tessitrici di sogni
Nepal
Velo a scuola? No grazie
22 marzo 2007
La lettera "dal campo" questa volta arriva dal nostro stesso paese, ed è indirizzata alla senatrice Baio, che ha chiesto il parere dell'AIDOS sulla controversa questione del'hijab (velo). Ecco la risposta
Gentile Senatrice,
la ringrazio per avermi inviato il testo del suo disegno di legge di modifica alla legge 22 maggio 1975 n. 152 e mi scuso per il ritardo con cui le rispondo. Ho discusso del tema con le colleghe di AIDOS che si occupano dei nostri progetti nei paesi musulmani, arabi e non, e che hanno tutte soggiornato per lunghi periodi in questi paesi e ne conoscono bene la cultura e la religione.
Il velo, nelle sue varie forme, come d’altra parte è ben chiarito nella relazione introduttiva al disegno di legge, non è una prescrizione delle religione islamica quindi non dovrebbe essere considerato una manifestazione dell’appartenenza religiosa dei soggetti. Molte donne islamiche, anche se profondamente religiose, non lo indossano e bastino tra tutte ricordare la Vice Segretaria delle Nazioni Unite, Asha Rose Migiro, musulmana tanzana, e Thoraya Ahmed Obeid, Direttrice del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, cittadina dell’Arabia Saudita.
Il velo è un retaggio di una cultura patriarcale e come tale dovrebbe essere indossato solo per una libera scelta della donna, che riteniamo difficilmente si possa esprimere prima della maggiore età.
Riteniamo quindi che nel nostro paese si debba fare una netta distinzione tra luoghi pubblici e aperti al pubblico, dove il velo non può essere vietato – purché la persona mantenga il volto scoperto e riconoscibile - e scuole, collegi e licei pubblici dove invece dovrebbe essere proibito fino al compimento della maggiore età anche perché rischierebbe di essere un elemento per isolare ulteriormente le ragazze provenienti dai paesi islamici, mentre si dovrebbe tendere ad una loro integrazione nella società italiana, a cominciare dalla scuola.
Riteniamo che nel nostro paese ci sia oggi troppa confusione e che sia necessario iniziare una campagna per informare le immigrate e gli immigrati sul diritto di famiglia italiano, che è stato una grande conquista del movimento delle donne, senza lasciarci prendere da tentazioni di eccessiva apertura al multiculturalismo.
Sono la maggioranza delle donne immigrate da questi paesi che lo chiedono. La ringrazio per aver richiesto una nostra opinione e le invio i migliori saluti.
Daniela Colombo
Presidente AIDOS