GIORDANIA – Migliorare l’accesso delle rifugiate siriane in Giordania a servizi di salute riproduttiva integrati e di qualità

GIORDANIA – Migliorare l’accesso delle rifugiate siriane in Giordania a servizi di salute riproduttiva integrati e di qualità

 

2014 – Diritti e salute sessuale e riproduttiva

Dove

Giordania – Governatorati di Amman, Zarqa e Balqa

Partner

Noor Al-Hussein Foundation

La situazione

Il conflitto armato in Siria, iniziato nella primavera del 2011, non è ancora terminato. L’ONU ha definito la crisi dei profughi siriani come una delle più gravi degli ultimi decenni. La popolazione civile in fuga si è rifugiata nei paesi confinanti tra cui un numero cospicuo in Giordania, 623.000 rifugiati siriani sono stati registrati dall’UNHCR: circa il 15% di questi vive nei campi profughi, l’85% in villaggi, accampamenti informali e nelle città. La Giordania ha sempre dato sostegno alle popolazioni in fuga dai conflitti in atto nelle zone limitrofe ma i livelli di povertà del paese erano già critici prima dello scoppio della crisi siriana.I livelli di assistenza umanitaria per il popolo siriano sono ancora “gravemente insufficienti” secondo l’ultimo rapporto dell’International Rescue Committee (IRC) frutto di un’indagine avviata in Libano, Giordania, Siria e Iraq. I profughi, che arrivano spesso in condizioni di estrema vulnerabilità, hanno crescente bisogno di beni e servizi, in particolare è stato rilevato che la violenza sessuale costituisce il primo motivo di fuga per le famiglie che hanno deciso di lasciare la Siria.

Obiettivi

Il progetto prevede l’apertura di tre cliniche presso i governatorati di Amman, Zarqa e Balqa che ospitano i rifugiati. Il progetto garantirà l’accessibilità a circa 10.000 persone ai servizi di salute sessuale e riproduttiva, che comprendono prevenzione e assistenza sanitaria, ma anche consulenza psicologica e legale, attività di informazione e sensibilizzazione. In particolare sulla prevenzione della violenza di genere e sul supporto terapeutico alle vittime di violenza e traumi derivanti dal conflitto. In questo modo le donne vittime di violenza avranno accesso al supporto psico-sociale e giuridico; centinaia di rifugiati/e riceveranno visite a domicilio; le/i giovani parteciperanno ad attività di sensibilizzazione e attività ricreative; le persone coinvolte verranno informate sui diritti delle donne e delle ragazze. Particolare attenzione sarà rivolta al coinvolgimento degli uomini. Verrà inoltre formato il personale di venti associazioni della società civile, impegnate nell’accoglienza e assistenza ai rifugiati, sulla gestione di situazioni di emergenza, sul codice di condotta, sulla salute riproduttiva e violenza di genere; inoltre il progetto introdurrà per la prima volta in Giordania l’uso della tecnica EMDR, una tecnica di psicoterapia che viene utilizzata per le persone (adulti e bambini) che hanno subito gravi traumi che rimangono irrisolti e allevia i sintomi del disturbo da stress post-traumatico (PTSD).Il progetto, della durata di 24 mesi, si concluderà a fine gennaio 2016.

Cosa fa AIDOS

AIDOS forma il personale locale del progetto e fornisce assistenza tecnica per la gestione amministrativa e il miglioramento dei servizi di supporto psicologico.

Durata

Febbraio 2014 – Febbraio 2016

Costo del progetto

1.035.300 €

Chi finanzia

Unione Europea (95%)

Scheda del progetto

Competenze

Postato il

30 dicembre 2015

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